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mercoledì 16 ottobre 2013

Casellati: non solo Travaglio.

Alla Casellati si rizzano tutti i peli sentendo solo nominare Travaglio.
Ma Travaglio non è il suo unico incubo.
Se un berlusconiano vi infastidisce, ecco il modo migliore per farlo fuggire: nominare Berlusconi.
Effetto garantito, meglio dell'autan contro le zanzare.


venerdì 26 luglio 2013

20 anni, fa le bombe di Milano e Roma

27 Luglio 1993: dopo la strage in via Georgofili a Firenze, altre 3 bombe a Milano e Roma. Riina chiede e lo stato tratta.
Nel Novembre 1993, dopo la serie di attentati dinamitardi a Roma, Firenze e Milano, l'allora ministro della giustizia Giovanni Conso non rinnovò circa 300 decreti di carcere duro per 441 mafiosi rinchiusi al 41 bis, come richiedeva Giovanni Brusca,  avvicinato dal maresciallo Roberto Tempesta del nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri qualche mese prima.
Alle elezioni politiche del 1994, Forza Italia ottenne un grosso successo elettorale che consentì a Berlusconi di formare il suo primo governo.
Secondo il collaboratore di giustizia Antonino Giuffrè, i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano trattarono con Berlusconi attraverso l'imprenditore Gianni Jenna per ottenere benefici giudiziari e la revisione del 41 bis in cambio dell'appoggio elettorale a Forza Italia, in più, Bernardo Provenzano attivò alcuni canali per arrivare a Marcello Dell'Utri (fondatore di Forza Italia) e Berlusconi per presentare una serie di richieste su alcuni argomenti che interessavano Cosa Nostra.
Il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza confermò le dichiarazioni di Giuffrè ed aggiunse che nel 1994 la stagione delle bombe si fermò perché Giuseppe Graviano gli confidò, in una conversazione in un bar di via Veneto a Roma, di aver ottenuto tutto quello che voleva grazie ai contatti con Marcello Dell'Utri e, tramite lui, con Berlusconi.
Il 25 Marzo 2013 Marcello Dell'Utri viene condannato in appello a 7 anni di carcere: sono provati i rapporti di Dell’Utri con Cosa nostra dal 1974 fino al 1977 e pienamente confermato anche l’incontro del 1974 tra Berlusconi, Dell’Utri e i capimafia Francesco Di Carlo, Stefano Bontate e Mimmo Teresi.


mercoledì 10 luglio 2013

La Settimana enigmistica:"Forse non tutti sanno che..."

Il 30 Luglio la Cassazione ha fissato l'udienza del processo Mediaset, nel quale Silvio Berlusconi è stato già condannato nei primi due gradi di giudizio a 4 anni e all'interdizione dai pubblici uffici.
Berlusconi rischia sul serio la galera, o quanto meno l'affidamento ai servizi sociali e per questo i compagni del PD hanno votato insieme agli amici del PDL la sospensione dei lavori della Camera, aula, giunte e commissioni per (attenzione!) appoggiare la protesta del PDL contro la magistratura, rea di aver fissato l'udienza del processo Mediaset in tempi troppo brevi.
I 5 Stelle hanno gridato "Buffoni" agli ex comunisti e ne è nata una finta bagarre da stadio in cui i cosiddetti parlamentari della cosiddetta sinistra, bavetta alla bocca, hanno tirato fuori i muscoli stile "spaco botilia e amazo familia" e non avevano nulla da invidiare al Cicchitto, o al Borghezio di turno. Bravi! E' giusto lottare per le proprie idee e difendere il proprio leader ad ogni costo, vi stimo!
Dopo che PD e PDL hanno deciso di sospendere la seduta di oggi, Alessandro Di Battista aveva scritto su Facebook questo messaggio: "Oggi muore la Democrazia in Italia, muore il Parlamento, muoiono i cittadini (loro muoiono realmente). Il tutto per sottostare agli interessi privati del condannato Berlusconi."
http://www.cadoinpiedi.it/2013/07/10/il_pianto_del_deputato_5_stelle.html


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